Risarcimento danni amianto: chi ne ha diritto e come richiederlo

09 Dicembre 2021

Il risarcimento dei danni è un diritto per i lavoratori vittime dell’amianto che, a causa dell’esposizione all’asbesto, hanno contratto una patologia. Affinché ciò si possa verificare, tuttavia, occorre il riconoscimento della patologia che è stata contratta come malattia professionale. Si parla di malattia professionale proprio in riferimento a una patologia che è stata contratta sul posto di lavoro: quando avviene il riconoscimento si può accedere alla rendita Inail che è prevista per i dipendenti degli enti pubblici privatizzati o del settore privato (mentre per i dipendenti del settore pubblico si ottiene la qualità di vittima del dovere).

I risarcimenti

I risarcimenti che la legge prevede vengono classificati in danni patrimoniali e danni non patrimoniali. Ci sono, poi, i danni iure hereditario, che sono quelli che vengono ereditati dalla vittima, e i danni iure proprio, che riguardano i familiari della vittima. La rendita Inail serve a indennizzare il danno biologico che è stato patito, in base al livello di invalidità che si è subito, e di conseguenza il danno patrimoniale che scaturisce dalla riduzione di reddito correlata. Non va dimenticato, poi, che le vittime dell’amianto possono accedere anche al risarcimento dei danni cosiddetti differenziali: si tratta del risarcimento dei danni integrale al netto delle prestazioni previdenziali di cui si è già beneficiato.

I danni patrimoniali e quelli non patrimoniali

Il danno patrimoniale può essere identificato nel danno emergente e nel lucro cessante che spetta ai lavoratori vittime dell’amianto in relazione al danno biologico che hanno patito. Qualora il lavoratore muoia a causa dell’esposizione all’asbesto, gli importi che sono stati maturati vengono liquidati agli eredi legittimi tra i familiari. Per quel che concerne i danni non patrimoniali, invece, essi rappresentano la sintesi dei diversi pregiudizi: quelli per la lesione dei diritti costituzionali, quelli morali dovuti alla sofferenza interiore e fisica, quelli esistenziali correlati al peggioramento della qualità della vita e quelli biologici per la sofferenza interiore e fisica che ha comportato la lesione dell’integrità a livello fisico e psicologico. Già a partire dal momento della diagnosi le vittime dei danni da amianto patiscono un danno biologico. Qualunque patologia correlata all’esposizione all’amianto, infatti, è causa di sintomi gravi che possono rendere necessario il ricorso alla chemioterapia, o richiedere un intervento chirurgico; inoltre, può essere indispensabile l’assunzione di farmaci da cui scaturiscono gravi effetti collaterali. Per il mesotelioma, che è una patologia provocata dall’esposizione ad amianto con esito infausto, quasi sempre il danno biologico è al 100%.

I danni iure hereditario e i danni iure proprio

Si classificano come danni iure hereditario quelli che, essendo stati patiti dalla vittima, sono poi ereditati dai suoi congiunti. Essi, di conseguenza, hanno diritto a ottenere il risarcimento danni Torino di cui poteva beneficiare la vittima nel frattempo deceduta. Si parla di danni iure proprio, invece, per indicare quelli patiti dai parenti della vittima a causa del dolore che hanno sofferto già dopo la diagnosi di malattia, nel corso del progredire della patologia e, ovviamente, in caso di esito tragico per il decesso del paziente.

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Quali sono le patologie asbesto correlate

Dopo l’esposizione all’amianto sul posto di lavoro, dunque, si possono manifestare le cosiddette patologie asbesto correlate (parlare di asbesto o amianto è la stessa cosa, dal momento che si tratta di due sinonimi). L’amianto è un gruppo di minerali fibrosi che ha un effetto cancerogeno molto potente. La caratteristica comune a tutti i minerali di amianto è la peculiarità di dividersi in fibre in senso longitudinale. Il loro spessore si riduce sempre di più fino a quando esse non si disperdono nell’ambiente, dove rimangono per lungo tempo. Dopo che le fibre sono state ingerite o infiammate, si innescano processi infiammatori di notevole gravità e di tipo precanceroso. Le infiammazioni e le fibrosi sono tipiche malattie asbesto correlate: è il caso di asbestosi e ispessimenti pleurici, ma anche placche pleuriche. Da tali situazioni possono scaturire neoplasie delle vie respiratorie, come il tumore del polmone, il tumore della laringe e il mesotelioma pleurico. Per inciso, allo stato delle conoscenze attuali gli esperti non hanno ancora trovato unanimità in relazione alla correlazione tra tumore della trachea e della faringe e l’esposizione all’amianto.

Le conseguenze dell’amianto sulla salute

I tumori delle vie respiratorie sono solo una delle conseguenze dell’amianto, che è causa anche delle diverse tipologie di mesotelioma che si conoscono oggi: il mesotelioma pericardico, il mesotelioma peritoneale e il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo. Dall’esposizione all’asbesto derivano, inoltre, il tumore al colon retto, il tumore allo stomaco, il tumore all’esofago e il tumore alle ovaie.

Risarcimento danni amianto: l’assistenza legale

Lo Studio Legale Bombaci & Partners mette a disposizione un servizio di assistenza legale altamente qualificato, attraverso il proprio team di avvocati e medici legali, per accertare la sussistenza della malattia professionale e fornire il supporto legale necessario nel caso in cui l’Inail dovesse rigettare la domanda di riconoscimento di malattia professionale. Come accennato, i lavoratori vittime di malattie dell’amianto possono ottenere un indennizzo Inail. La rendita mensile Inail viene concessa nel caso in cui la lesione biologia sia uguale o superiore al 16%; se, invece, essa è compresa tra il 6 e il 15%, si corrisponde solo un indennizzo una tantum per il danno biologico.

Come funziona la rendita di reversibilità

I familiari delle vittime di patologie amianto correlate hanno diritto a ottenere la rendita Inail di reversibilità, secondo quanto previsto dall’articolo 85 del DPR 1124 del 65. Non bisogna confondere questa reversibilità con la reversibilità Inps, e infatti i due importi si possono cumulare. In questo caso, ne hanno diritto nella misura del 50% il coniuge e nella misura del 20% i figli orfani. Nel caso in cui la vittima non fosse sposata e non avesse figli, la reversibilità tocca ai fratelli e ai genitori. Le somme della rendita in reversibilità, secondo ciò che è stato indicato dalla Cassazione, non devono essere scomputate nel montante di risarcimento del danno iure proprio.

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