Esposizione alla formaldeide

13 Gennaio 2022

Esporsi alla formaldeide, una molecola la cui formula è CH2O, è estremamente dannoso per la nostra salute. La formaldeide, è opportuno ricordarlo, si ritrova nella lavorazione di prodotti industriali, ma anche in natura. L’esposizione alla formaldeide avviene tramite le vie respiratoria e può innescare anche da subito reazioni allergiche o riposte infiammatorie.

Si tratta di un forte battericida, molto utilizzato molto come disinfettante. Anche il legno massiccio o quello con cui vengono realizzati i classici mobili, contiene formaldeide, ma in quantità decisamente più ridotta rispetto al legno allo stato naturale, ovvero non lavorato.

Il grado di tossicità della formaldeide dipende dalla durata dell’esposizione e dal tipo di sostanza con cui il nostro sistema respiratorio entra in contatto.

Sintomi e cause: quali sono i campanelli d’allarme

L’esposizione alla formaldeide produce una serie di sintomi su cui è importante porre attenzione. Vediamo di seguito di cosa si tratta:

  • infiammazione agli occhi, dell’epidermide, del cavo orale,
  • tosse molto forte e frequente;
  • cefalea persistente;
  • sonnolenza;
  • riduzione della memoria;
  • ciclo mestruale irregolare nelle donne.

Ovviamente i sintomi non devono essere valutati singolarmente, ma nel complesso. Ad ogni modo, qualora si avessero dei sospetti, è consigliabile sottoporsi subito a esami mirati.

La causa primaria scatenante i sintomi e le reazioni di tipo infiammatorio, è la vicinanza con materie prime e chimiche che contengono percentuali variabili di formaldeide.

Nella maggior parte dei casi si tratta di una malattia spesso di tipo professionale, che quindi si origina sul posto di lavoro.

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Diagnosi delle reazioni all’esposizione alla formaldeide

La formaldeide è una molecola che sfortunatamente possiamo trovare in molte sostanze che vengono trattate chimicamente e non. Molti lavoratori sono esposti all’inalazione di formaldeide, come ad esempio coloro che lavorano in fabbrica.

Come accennato in precedenza, anche il legno ne contiene soprattutto se fresco e quindi ancora non abbastanza secco da essere trattato.

Se il quadro sintomatologico ci porta a supporre di essere vittima di reazioni infiammatorie derivanti dall’esposizione a formaldeide, è opportuno sottoporsi quanto prima a esami specialistici. Non solo analisi del sangue, ma anche campionamento di pezzi istologici e/o biopsie. I risultati diagnostici, naturalmente, devono essere conservati, in quanto sono essenziali per ottenere l’indennizzo previsto dalla legge.

Risarcimento del danno: cosa dice la legge

La Direttiva Europea 2004/37 del 29/04/2004, contiene le misure lavorative che devono essere seguite per proteggere i lavoratori dai rischi che derivano dall’esposizione ad elementi cancerogeni.

In particolare per quanto concerne i lavoratori a contatto con polvere di legno duro, la Direttiva stabilisce un limite di esposizione occupazionale uguale a 5 mg/m3 basato su 8 ore di lavoro. La quantità di formaldeide per quanto riguarda il legno dipende da quanto sia fresco, quindi dal tempo di essicazione.  

La legge quindi stabilisce un risarcimento danni o indennizzo per coloro che hanno sviluppato problemi di salute, dopo un’esposizione alla formaldeide nell’ambiente di lavoro. Il datore di lavoro infatti deve assicurare ai dipendenti un luogo di lavoro sicuro per la salute, fornendo loro tutti gli strumenti e i dispositivi utili a tutelarli.

È bene affidarsi a chi ha competenza nel campo per ottenere una consulenza legale di qualità. Solo in questo modo avremo maggiori garanzie per l’ottenimento dell’indennizzo dovuto. Quest’ultimo, lo ricordiamo, deve essere pari all’entità della malattia professionale sviluppata.

Lo Studio Legale Bombaci & Partners mette a disposizione un team di avvocati esperti nel campo del risarcimento danni Torino, di medici specialisti e medici legali, pronti a supportare i propri assistiti vittime di malattia professionale, al fine di far ottenere loro il risarcimento dovuto.

 

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